Articolo di  Angela Mendola – 9  Marzo 2020 - Cronache

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La festa della donna ha radici storiche, memorabili. Pur essendo divenuta una ricorrenza quasi consumistica, conserva un accaduto reale, doloroso e significativo. Nel vivo ricordo di un evento tragico, noto ai più, l’8 marzo si colora di giallo, profuma di mimosa e celebra la donna, in tutte le sue sfaccettature. Per omaggiare il gentil sesso, per tutta la giornata di ieri, la tradizionale pasticceria “Romolo” di Salerno, garanzia di qualità e cortesia, ha deliziato i ghiotti palati femminili e non solo, con delle prelibatezze d’occasione. “Consueta torta mimosa, con pan di spagna e crema chantilly, decorata con mazzetti  di  mimosa  alla pasta  di zucchero o con  la variante della donna stilizzata che fuoriesce, macaron giallo mimosa, variopinte confezioni a tema, anche su ordinazione, come dichiarato da Remo Mazza, figlio del celebre “boss delle torte”, Romolo. Si è festeggiata la donna, soprattutto  la donna pasticcera e cuoca, “professione, questa, da sempre, maschile, per la bassa percentuale di donne nel settore e per la difficoltà del lavoro per gli orari, che difficilmente consentono ad una madre di conciliare casa e lavoro”, come dichiarato da Carmen Mazza, figlia del titolare. Il mosaico di colori e decorazioni si spegne, però immediatamente dopo  la festa della donna. Una giornata intensa e carica di significo, quindi, per fidanzate, mogli, mariti che hanno un’occasione in più per coccolarsi e coccolare.

 

 

L'eccellente miscela napoletana Passalacqua sbarca a Salerno, presso la storica Pasticceria Romolo di Corso Garibaldi

Non solo dolci prelibati e ricchi aperitivi: presso la storica Pasticceria Romolo è possibile gustare colazioni e pause caffè davvero squisite. Nell'elegante saletta del locale rinnovato, infatti, in tanti stanno apprezzando il caffè Passalacqua, miscela napoletana d'eccellenza, da apprezzare in tutta la sua aroma e fragranza. 

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La colazione

Cornetti, brioche, sfogliatelle, babà e tutti gli altri dolci di alta qualità sfornati da Remo Mazza e dal suo staff, fungono, poi, da irresistibile accompagnamento al caffè e alle altre specialità di Romolo, dove, dunque, anche la colazione profuma di buono. Da provare.

 
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Oggi e’ San valentino, la festa degli innamorati. Ed in tanti la festeggiano anche a tavola, degustando un buon dolce.

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di Marilia Parente su SalernoToday 

Dal dolce al salato, tutto diventa più romantico, a Salerno, in occasione del San Valentino. Per iniziare, squisite, le torte a forma di cuore della storica pasticceria Romolo di Corso Garibaldi: a caratterizzarle, la farcitura di crema e cioccolato alla fragola Valrhona, con la possibilità di richiedere personalizzazioni. Intanto, presso il Giardino dei Golosi di via Nizza, tutti a leccarsi i baffi con le torte semifredde al Cuore nel bosco, Cicchetto, Tramonto Rosa e Pizzico d'Amore, rigorosamente a tema e artigianali al 100%.

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Le curiosità salate

Sul fronte del salato, merita senz'altro un plauso la pizza dedicata agli innamorati, fuori menù esclusivo, con impasto di farina tipo 1 al 100%, fiordilatte, misticanza di campo, tartare di gamberi marinati al pepe rosa, gocce di nero di seppia, mayo di barbabietola e frutto della passione. A concepirla, il noto pizzachef Francesco Miranda di Madia, elegante locale sito in via Irno: il compito di trovare il nome giusto per la pizza, è stato affidato ai clienti, tramite la pagina Facebook. Tra le altre curiosità spuntate in vista del 14 febbraio, la ricotta al forno, a forma di cuore, del Caseificio San Leonardo. Insomma, "sfuggire" alla festa degli innamorati, sembra impossibile per i buongustai.

 

- Ancora tu... piccolo funghetto sbrodoloso!
- Se dal 1600 sono ancora qui e ho attraversato mari e monti, è perché il mio sapore è unico, delicato e inimitabile.
- Va bene, ma ti prego non mi sbrodolare sul vestito rosa...
- Non una goccia di più, sono perfetto e in me troverai perfetto equilibrio di sapori.
- Se ci riesci... scriverò di te!

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L'indagine

Addentare un babà e rimanerne soddisfatti, per me, storica detrattrice di questo famigerato gioiellino, non è impresa da poco; per anni mi sono chiesta perché mai questo fosse uno dei monumenti della pasticceria campana, cosi famoso e amato al punto tale che dire a qualcuno “Si cum a nu babbà” significa dirgli sei un tesoro, e che tesoro!

Un tesoro di dolcezza e delicatezza!
Ho mangiato babà per anni, chiedendomi puntualmente che gusto ci si trovasse a ingurgitare quella spugna imbevuta di rum e acqua e zucchero, che per dispetto mi colava orrendamente dalla bocca nel migliore dei casi, nel peggiore mi andava di traverso.
Ma arriva sempre il momento in cui un dolce può prendersi la rivincita e farti rimangiare o meglio, ri-degustare la parola.
Questo coloratissimo babà sembra avere tutte le carte in regola: non è stopposo, perché non è troppo asciutto, ma finalmente, miracolo, non è bagnato all’inverosimile.
Non è troppo dolce nè troppo aromatico. Il rum della bagna si sente ma non compromette certo il tuo tasso alcolemico e soprattutto non ti sbrodola addosso. 

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